Il metodo Kikkuli

Stiamo parlando del primo trattato conosciuto sull’equitazione realizzato nel 1.350 a.C. quindi più di 3.000 anni e riportato su 6 tavolette di argilla in caratteri cuneiformi. Il testo è stato attribuito al “maestro di cavalli” Kikkuli vissuto in Mesopotamia al servizio del re Ittita  Suppiluliuma I il quale grazie alla sua preparazione riuscì a rendere ad addestrare in modo ottimale numerosi cavalli un tempo usati per la guerra.

In questo antico scritto vengono proposte delle tecniche basate sull’addestramento dolce dell’animale che in modo non cruento e graduale portano a costruire la fiducia con l’uomo. Vengono poste le basi per l’allenamento utilizzato ancora oggi nella doma naturale con il nome di “interval training” (tecniche in parte derivate dal metodo originale antico). Questa tecnica moderna prevede come il metodo antico un periodo di lavoro intervallato da un periodo di recupero molto lungo con esercizi di scioglimento al passo.

Selezione dei cavalli

Il metodo Kikkuli di addestramento prevede la selezione attenta degli animali preferendo quelli che presentano dei requisiti fisici minimi (arti forti, una potente groppa, ampio torace, collo e testa relativamente piccoli) con un test di stress della durata di 4 giorni. La selezione serve per concentrare le risorse su cavalli con tutte le “carte in regola” e per escludere gli animali con problemi incipienti, asintomatici o congeniti.

Formazione (7 mesi – 214 giorni)

L’addestramento inizia con un esercizio graduale in modo dolce per rafforzare l’apparato muscolo scheletrico e cardiovascolare prima di sottoporre il cavallo a qualsiasi stress fisico e psicologico. Lo scopo dell’allenamento è quello di ottenere cavalli equilibrati e affidabili con alte prestazioni atletiche riducendo al minimo il rischio di lesioni muscolo scheletriche. Il cavallo ha bisogno di adattarsi gradualmente agli sforzi lavorando un passo alla volta e sviluppando un senso di fiducia completa nei confronti dell’addestratore prima e del cavaliere poi.

Quanto scritto nel trattato risulta ancora oggi di concezione molto moderna, oltre che per quello già riportato sopra anche per il fato che Kikkuli prevedeva già a suo tempo il ricovero degli animali in stalle custodite ed una cura degli animali attraverso dei lavaggi periodici con acqua tiepida e un’alimentazione ricca e varia con quello che oggi chiameremo “pula” ( un residuo derivante dalla trebbiatura dei cereali soprattutto di grano, avena e altre biade utilizzato per il bestiame).

Il metodo Kikkuli originale oltre ad avere posto le basi per le tecniche di doma naturale moderne è stato anche sperimentato in modo “integrale” da un’appassionata australiana Ann Nyland che dopo aver trattato l’argomento nel suo dottorato di ricerca lo ha utilizzato su alcuni cavalli con risultati molto positivi.

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